Un nuovo Batman sotto il cappuccio!
Un nuovo Batman sotto il cappuccio!
Su Batman 31 è finalmente iniziata la mini Battaglia Per Il Mantello, la storia che rivelerà agli appassionati italiani l’identità del nuovo Batman
Dopo una lunga attesa, anche i fans italiani dell’Uomo Pipistrello potranno godersi la miniserie, scritta e disegnata da Tony Daniel, che ha svelato tutti i segreti sulla difficoltosa successione di Bruce Wayne in seguito agli eventi di Final Crisis 6. La dipartita del primo Batman ha lasciato Gotham nel caos più totale, senza che nessuno possa fronteggiare l’incredibile ondata di criminalità che si è scatenata alla morte del Cavaliere Oscuro. Ma la crisi esige una risposta immediata. Serve assolutamente un uomo che riprenda le redini delle situazioni e indossi cappuccio e mantello: ma chi?


Il tutto nasce con l’attacco del Guanto Nero a Bruce Wayne. La malvagia organizzazione, agli ordini del dottor Simon Hurt, assalta fisicamente e mentalmente il Cavaliere Oscuro, e solo la sua immensa preparazione gli evita la morte. L’offensiva del Guanto Nero non lascia però incolume il nostro eroe che, indebolito, si trova ad affrontare il rinato Darkseid e il suo esercito, che hanno messo in ginocchio la Terra. Bruce Wayne si sacrifica pur di portar con sé il signore di Apokolips e salvare l’universo dalla sua minaccia, ma lascia Gotham senza il suo leggendario protettore. Ed è il caos: gli Outsiders si sfaldano, e senza la loro guida soccombono Metamorpho e Remac, con l’esplosione di quest’ultimo che causa il coma di Thunder. La stessa Justice League si trova a dover affrontare problemi interni causati anche dalla morte del Cavaliere Oscuro, come si leggerà in Cry for Justice. Ma è a Gotham che la mancanza del Pipistrello si sente di più: senza di lui, infatti, l’immensa galleria dei suoi nemici ha gioco facile.
I maggiori protagonisti della resistenza sono Nightwing e Batgirl. Cassandra Cain, dopo i vari tentativi di rimettere insieme gli Outsiders, decide di istituire un’organizzazione denominata Network, incaricata di fare le veci di Batman in sua assenza. Ma Dick Grayson, in seguito a un acceso scambio di battute con lei sull'opportunità di servirsi di persone dalla reputazione dubbia per proteggere Gotham, dà il via al progetto assumendosene il comando. Tutto sembra inutile, però: la città è oggetto di continui saccheggi, omicidi e incendi, complice anche la perdita di potere di Intergang che lascia campo libero a Due Facce e a colui che più era stato danneggiato dall’organizzazione creata dal boss Moxie, ossia il Pinguino. I due criminali si contendono dunque il racket di Gotham, ma un terzo incomodo si fa spazio nel conflitto: è Maschera Nera, che non solo riesce a liberare tutti i detenuti dell’Arkham Asylum, ma addirittura li costringe alle sue dipendenze. Non si sa se sotto la maschera da teschio ci sia Roman Sionis o qualche nuovo personaggio, ma l’efficienza è la stessa.
La Polizia è sfiduciata, e i cittadini si ergono a novelli e inesperti vigilanti. Ma c’è anche qualcun'altro ben addestrato che vuole dire la sua contro quest’ondata di criminalità senza precedenti. Un Batman in armatura tanto bravo quanto letale. Ma la leggenda non può essere infangata da un impostore, soprattutto se è la città ad avere bisogno di un segnale di speranza. Chi sarà dunque l’uomo che salverà Gotham dalla rovina e farà ripartire il mito di Batman?





Essenzialmente, per il manto del Pipistrello vi sono tre candidati principali, e non si vedono sorprese all’orizzonte: il prossimo Batman sarà uno dei primi tre Robin. Ognuno dei tre ha delle credenziali forti da giocarsi, e chiunque vincerà la battaglia per il mantello sarà sicuramente un Cavaliere Oscuro molto diverso da Bruce Wayne.
Il favorito è ovviamente Dick Grayson, per via della maggiore esperienza e abilità rispetto agli altri due candidati. L’attuale Nightwing ha l’enorme vantaggio di essere l’unico alleato sul campo di Batman sin dagli inizi, e nessuno conosce meglio di lui le strade da intraprendere per onorare al meglio il suo defunto mentore. Tuttavia, Dick crede che nessuno (lui compreso) possa più indossarne il mantello. Non è, in fondo, così improbabile che Nightwing riesca a sciogliere le proprie riserve, ma al momento questa è l’unica cosa che lo divide dalla nuova identità di Batman. Malgrado l’umore nero conseguente agli ultimi tragici eventi, Dick è un ragazzo solare come pochi, e saprebbe sicuramente ridare speranza alla disperata gente di Gotham anche grazie alla sua positività, che il suo mentore gli ha sempre invidiato. La sua abilità, d’altro canto, consentirebbe ai gothamiti di dormire sogni tranquilli. Sembra la scelta più comoda, ma proprio per questo potrebbe essere scartata: la DC potrebbe riservare un gradevole colpo di scena ai fan, se alla fine della battaglia per il mantello Dick Grayson non fosse Batman.
In seconda battuta abbiamo Tim Wayne, l’attuale Robin. Il Ragazzo Meraviglia ha un grosso punto debole rispetto agli altri due contendenti per il mantello: l’età. La sicurezza mostrata nel ciclo conclusivo della sua testata, dove è riuscito a mettere al tappeto persino Lady Shiva, e la determinazione enorme a riportare nelle strade il mito di Batman possono però colmare questa lacuna. Bisogna anche considerare che Tim è ormai temprato dal durissimo anno trascorso tra Identity Crisis e Infinite Crisis, dove ha perso il padre, la ragazza e il migliore amico (gli ultimi due temporaneamente), affrontando però ogni lutto proprio come il suo mentore fece dopo la morte dei suoi genitori. Robin sembra, tra i tre contendenti, quello più simile a Bruce, ed è sicuramente più propenso di Nightwing a scelte difficili, forse richieste in tempi mai così duri per la città del Pipistrello. Resta da vedere se riuscirebbe a non perdere di vista la componente morale della sua missione, come stava succedendo in Resurrection of Ra's al Ghul. L’attuale Robin resta comunque una possibilità intrigante, che potrebbe aprire a storie di grande complessità psicologica, rivelandosi la classica gallina dalle uova d’oro per la DC.
Ultimo ma non ultimo Jason Todd, e questa sarebbe una svolta radicale, anche se non inedita, per le storie di Batman. Todd ricalcherebbe infatti l’esempio di Jean-Paul Valley: un Batman duro, disposto a qualunque cosa, anche a uccidere. Se per Tim Wayne vi è il dubbio su come possa mantenere l’equilibrio tra scelte difficili e moralità, per il secondo Robin non vigono interrogativi etici di sorta, e la violenza è ben accetta. Jason, tornato solo recentemente dalla morte, assicura inoltre un livello di abilità più alto rispetto a Tim ma leggermente più basso rispetto a Dick, anche se sembra molto più determinato di quest'ultimo a indossare il mantello del suo mentore. C’è da considerare che Todd sembra molto più lucido di quanto lo fosse Valley ai tempi di Knightfall, e ciò potrebbe rivelarsi un punto a suo favore nella contesa per il ruolo di nuovo Batman. Todd deve però fare i conti col fatto che gli altri due pupilli di Bruce morirebbero pur di non lasciare Gotham nelle sue mani, ed è dunque in svantaggio numerico. Se Jason uscisse vincitore dalla battaglia per il mantello la DC potrebbe dunque riprovare l’esperimento di un Batman simil-Punitore, e chissà che la cosa non funzioni, a distanza di più di quindici anni.







Merita un commento anche Tony Daniel, sceneggiatore e disegnatore di Battle for the Cowl. L’autore americano ha costruito la sua fama grazie alle matite spettacolari, che ricalcano lo stile plastico e mai banale di un artista come Jim Lee. Anche la composizione della tavola assomiglia a quella del coreano, e i fan dell’Uomo Pipistrello hanno potuto apprezzare i frutti del disegnatore americano già in Batman RIP. Se sulle matite vi sono dunque pochi dubbi, così non è per la storia. Daniel non ha, infatti, precedenti esperienze di un certo livello d’importanza alla sceneggiatura, e ciò preoccupa enormemente i fan di tutto il mondo. Si teme infatti che il nuovo Batman possa iniziare malissimo la sua carriera, ed è superfluo spiegare i danni che ciò porterebbe ai progetti futuri sul Cavaliere Oscuro. Si suppone però che la DC abbia scelto con attenzione l’autore di una storia così importante, e forse in questo si può trovare consolazione, anche se già in passato Dan Di Dio, editore esecutivo, si è reso protagonista di errori madornali in questo senso.




Le premesse per Battle for the Cowl sono contrastanti: se da un lato le possibilità per far ripartire la continuity batmaniana sono infinite, dall’altro proprio questa vastità di interpretazioni può causare scelte sbagliate che renderebbero furioso l’intero comicdom mondiale. Le incognite su Tony Daniel sono molteplici, per quanto riguarda la sceneggiatura, ma i fan sono comunque speranzosi su una buona riuscita della miniserie e su un nuovo Batman che sappia diminuire il malcontento per l’uscita di scena di Bruce Wayne.

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di Alfonso Martinisi
 03/03/2010
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