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Batman: Gotham Dopo Mezzanotte |
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Batman: Gotham After Midnight # 1-12 (2009)
Batman: Gotham Dopo Mezzanotte HC (Planeta DeAgostini)
di Steve Niles, Kelley Jones
Al calare della notte, Gotham City diventa lo scenario perfetto su cui un bizzarro gruppo di criminali mette in scena il suo particolare spettacolo
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Dopo un primo opaco approccio su Batman con la one-shot Gotham County, Steve Niles, autore della graphic novel 30 Giorni Di Buio e altre mini-serie di stampo horror (Criminal Macabre, Simon Dark), narra un’altra avventura gotica ambientata a Gotham City, chiamando alle matite, dopo quasi 10 anni di assenza dai fumetti batmaniani, Kelley Jones (Batman, Deadman, Sandman).
In Gotham Dopo Mezzanotte le forze dell’ordine sono alle prese con Midnight, nuovo villain creato per l’occasione: questo killer agisce esclusivamente dopo lo scadere della mezzanotte, uccidendo brutalmente le sue vittime e strappando loro il cuore. L’efferatezza dei crimini e il susseguirsi degli omicidi costringe Batman e il fedele alleato Gordon ad un’interminabile caccia all’uomo; come se non bastasse criminali del calibro dello Spaventapasseri, Killer Croc, Clayface e tanti altri si accaniscono ferocemente contro le autorità per portare scompiglio nelle strade. Chi è Midnight? Tra combattimenti furiosi, attentati improvvisi e colpi di scena il cavaliere oscuro è tormentato da questa domanda; purtroppo la trama imbastita su questo frequente quesito risulta nell’insieme fragile e poco originale.
Per quelli che non avevano apprezzato la debole Gotham County, questa ardimentosa graphic novel è una conferma di quanto già visto. Per chi sperava in un bis decisamente più solido da parte di Steve Niles, la delusione sarà inevitabile. I primi numeri si prestano bene ad una saga che oscilla tra il reale e il grottesco, con alcuni tratti dal sapore vagamente Silver Age; capitolo dopo capitolo però la sensazione è che Niles cada troppo frequentemente in cliché triti e ritriti, ostentando dialoghi scontati e puntando tutto sulle scene d’azione, lasciando così la storia povera di sottotrame e di spunti narrativi veramente interessanti. Carine alcune trovate (la ronda di Halloween “in incognito”, l’approfondimento di alcuni comprimari, tra i quali spicca Alfred), ma tutto il resto denota mancanza di inventiva da parte dell’autore, e in definitiva un’altra occasione sprecata.
A risollevare le sorti del fumetto, senza comunque ottenere risultati grandiosi, ci pensa il veterano Kelley Jones. Inevitabile, se non altro per l’atmosfera, il paragone con l’opera con la quale Jones si era accomiatato dall’uomo pipistrello otto anni prima, Gotham Stregata; difatti anche qui l’operato del disegnatore è un susseguirsi di alti e bassi: se in alcuni frangenti le figure sono fin troppo estremizzate (in molte vignette Batman fa rimpiangere la run di Doug Moench degli anni ‘90), in altri si ha l’impressione di assistere all’opera definitiva di questo fumettista sul Cavaliere Oscuro, le cui sagome assumono spesso una certa maestosità, racchiusa soprattutto nel buio e nelle pieghe del suo affascinante mantello gotico. Lodevoli sono le varie splash page, disseminate un po’ in tutti i numeri, e dotate di un notevole impatto visivo, merito soprattutto dei colori di Michelle Madsen.
In conclusione l’opera merita sicuramente una lettura, ma non bisogna aspettarsi più di una buona storia d’intrattenimento, il cui genere tra l’altro vanta precedenti ben più solidi e ispirati. |

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