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batman cos successo al cavaliere oscuro
batman cos successo al cavaliere oscuro

Batman: Cos’è successo al Cavaliere Oscuro?
  Batman: Cos’è successo al Cavaliere Oscuro?
Batman: Cos’è successo al Cavaliere Oscuro?
Whatever Happened to the Caped Crusader? (Batman #686, Detective Comics #853) (2009)
Batman: Cos’è successo al Cavaliere Oscuro? HC (Planeta DeAgostini)
di Neil Gaiman, Andy Kubert
Il commovente funerale del Crociato Incappucciato in una storia che esalta l’immortalità della sua leggenda
Dopo la riscrittura della continuity dell’universo DC nel 1985, l’allora cinquantenne casa editrice decise di regalare ai lettori la storia definitiva di Superman, per introdurlo finalmente nella nuova cronologia. Il compito venne affidato ad Alan Moore, con risultati straordinari: nel 1986 uscì infatti “Whatever happened to the Man of Tomorrow”, che divenne subito un cult. Ventitré anni dopo il capolavoro dello scrittore inglese, si è manifestata la necessità di realizzare un’opera dello stesso calibro anche per Batman, in seguito alla recente morte del suo alter-ego Bruce Wayne. Nasce dunque Whatever happened to the Caped Crusader, affidata a due autori eclettici e di sicuro affidamento come Neil Gaiman (famoso soprattutto per la serie The Sandman), e Andy Kubert (noto ai fan del Pipistrello per le sue splendide matite in Batman & Son). I due autori avevano già lavorato insieme su 1602, miniserie Marvel del 2003, e l’attesa era dunque alle stelle.

Siamo a Crime Alley, dove tutto è cominciato. Forse l’unico luogo possibile in cui celebrare, per l’ultima volta, la leggenda. Ci sono tutti, amici e nemici del Pipistrello: Alfred, Dick, Catwoman, il Joker, perfino Ra’s al Ghul. E c’è anche lui, Batman, ad assistere al suo funerale, accompagnato da uno spirito di cui non conosce ancora l’identità. Uno a uno, i presenti si alzano per parlare della morte del Crociato Incappucciato, ma qualcosa non quadra: i racconti sono discordanti, e nessuno rispecchia fedelmente ciò che è successo davvero. Il nostro eroe è confuso: persino la sua morte si rivela un mistero. Ma ascolta lo stesso le memorie di alleati e avversari, ammirati dal coraggio e dalla volontà di un uomo che, sceso all’inferno, ha trovato la forza di risalire. Racconti epici, struggenti, e poco importa se chi parla doveva fronteggiarlo o seguire la sua lucida follia. E mentre il corpo di Batman è lì immobile, il suo spirito dovrà risolvere l’ultimo enigma: cos’è successo al Cavaliere Oscuro?

Alzi la mano chi non considera Gaiman un genio. Il creatore di Sandman riesce a celebrare un personaggio settantenne con una storia senza tempo, conferendogli un’aura epica senza pari. L’autore esalta al massimo tutte le caratteristiche che tanta fortuna hanno portato a Batman dal 1939, emozionando il lettore come poche volte è accaduto nel corso della sua storia editoriale. Straordinaria, in particolare, la scelta di raccontare la morte dell’eroe nei modi più disparati, così da non legare il funerale del Pipistrello alla discussa dipartita orchestrata da Morrison in Crisi Finale 7.

E che dire di Andy Kubert? Il suo tratto, insieme spigoloso e delicato, regala ai lettori un Batman spettacolare, come già accaduto ai tempi della sua collaborazione con Grant Morrison. Kubert dimostra di essere un vero fenomeno soprattutto quando si ritrova nella veste inedita dell'imitatore, riuscendo a celebrare tutte le versioni grafiche piû famose del Detective Mascherato con maestria pari a quella dei disegnatori originali.

In conclusione, Cos’è successo al Cavaliere Oscuro s’inserisce di diritto tra le pietre miliari di Batman, ed è una storia godibile sia per gli appassionati di lungo corso sia per i neofiti. Dopo una morte piuttosto sottotono, dunque, la coppia Gaiman-Kubert regala ai lettori il miglior funerale possibile per un personaggio la cui leggenda sopravvive splendidamente anche oggi: il Cavaliere Oscuro sarà anche morto, ma il suo mito è più vivo che mai.
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di Alfonso Martinisi
 28/01/2010
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