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Batman e Morrison, Il Dinamico Duo In un'esclusiva intervista a IGN, l'autore di Batman e Robin parla del ritorno di Bruce Wayne |


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It's time for success! It's time for Batman and Robin!
Dopo aver scalato le vette più ripide nelle classifiche di vendita negli States e bissato con prepotenza i risultati della serie regolare dedicata all'Uomo Pipistrello, Batman e Robin, ad opera di un ispiratissimo Grant Morrison, affiancato da una schiera di talentuosi artisti (quali Frank Quitely, Philip Tan e Cameron Stewart), non smette di stupire.
Grazie al nuovo smalto donato al dinamico duo per eccellenza, attraverso una contorta ed inedita caratterizzazione dei protagonisti, la testata di punta dedicata al Cavaliere Oscuro si appresta a concludere il suo primo anno di pubblicazioni.
In vista di un'inevitabile seconda stagione, l'eccentrico autore scozzese rivela ai microfoni di IGN alcuni dettagli circa il futuro della serie, mettendo a ferro e fuoco il 2010 del Cavaliere Oscuro, che dopo l'annunciato ritorno in scena di Bruce Wayne, vedrà muterà ancora una volta lo status-quo di quello che a furor di popolo è considerato "il solo ed unico Batman". Ma siamo sicuri che il nostro, una volta tornato, riesca a mantenere suo questo titolo?
| “ | | Il tuo lavoro su Batman e Robin è caratterizzato da un tono, un'energia e uno stile diverso rispetto ai tuoi cicli precedenti, non solo grazie ai personaggi coinvolti e ad un dinamico duo "invertito", ma anche per la spettacolarità della storia. Le cose continueranno allo stesso modo il prossimo anno?
Sicuramente. La cosa grandiosa di Batman e Robin è che ogni numero ha un combattimento! I personaggi lottano per tutto il tempo... E' grandioso dare la possibilità ad ogni artista di coreografare la propria versione di una rissa. Frank Quitely ha un approccio incredibilmente cinetico, Philip Tan costruisce una sua versione pulp e sanguinosa di "Black Rain", mentre le scene di lotta di Cameron Stewart sono semplicemente sorprendenti: è come guardare Bruce Lee, rallentando l'azione con velocissimi tagli di tavola che spezzettano ogni colpo e lo immortalano in diversi fermo immagine.
Insomma, hanno fatto tutti un ottimo lavoro sulla serie, ma Cameron ha superato se stesso in questi ultimi tre numeri. Ha quasi finito di disegnare... Ho appena visto i suoi schizzi e ne sono rimasto estasiato. La gente dovrebbe tenerlo d'occhio. Credo che dopo questa prova possa diventare il disegnatore preferito di molte persone.
In giro molti descrivono il tuo lavoro, dicendo che ogni tuo fumetto ha un'idea nuova, un'espressione stilistica inedita, che non è stata mai riscontrata in un alcun fumetto prima. È qualcosa che fai consapevolmente, sfidare un artista a disegnare qualcosa che non hai mai visto?
Beh, credo sia quello che i fumetti debbano offrire... Lo faccio, ma inconsapevolmente. Cerco di pensare a ciò che vorrei richiamare, perché, sai, adoro disegnare.
Tutte le mie sceneggiature partono col presupposto: "Cosa sarebbe divertente da disegnare? Cosa sarebbe stupefacente o pazzo da vedere?... Robin potrebbe fare una lapdance per il Professor Pyg. Non sarebbe grandioso?"[ride]
Era così bizzarro, ma era una di quelle cose che non abbiamo mai visto prima (e che forse mai vorremo rivedere)! Ma in quel momento mi sembrava azzeccato.
Approposito di quella sequenza: c'è qualcosa di specifico che Pyg sta ascoltando durante la scena?
Sì, avevo in mente una canzone in particolare, ma credo sia più divertente che ogni lettore sviluppi nella propria testa la propria colonna sonora.
Per tutta la tua run su Batman e continuando su Batman e Robin, sei stato molto prolifico sulla galleria dei nemici, tutti proposti in rapida successione, soffermandoti brevemente a fornire alcuni retroscena sui nuovi personaggi, come Pyg, Flamingo , Oberon Sexton e così via. Ad un certo punto, Dick dice a Jason: "E' una storia vecchia, nulla di interessante", ed è quasi come se si volesse parlare al lettore dicendogli che non c'è tempo da perdere, che il necessario è raccogliere l'essenziale che c'è da sapere su questo personaggio. E' una scelta voluta?
Sicuramente. Guardavo alle precedenti storie di Batman... Ero molto incuriosito dal modo in cui il Joker fu proposto la prima volta. Non è certo presente in ogni vignetta, ma ogni sua apparizione è davvero convincente.
Così abbiamo cercato di fare lo stesso col Professor Pyg, ed ha funzionato a meraviglia. C'era qualcosa in quel personaggio che l'ha reso "vivo" sin dalla prima scena.
Mi piace l'idea che il Joker non abbia mai avuto veramente un background, che non abbia mai davvero spiegato le sue origini o le sue motivazioni a tutti. Questo ha reso possibile la costruzione continua di storie fresche, mostrando aspetti differenti del suo carattere. E' stato costruito, sviluppato ed affinato lungo la strada, invece di esser servito già bell'e pronto. A mio modo di vedere, questo è il miglior presupposto per creare un grande cattivo. Magari in un futuro non lontano, Alan Moore e Brian Bolland racconteranno l'origine del professor Pyg... E chissà che non possa diventare il miglior fumetto mai realizzato! [ride]
Ecco come dovrebbe essere. Di solito siamo abituati ad ottenere tutto e subito. Ma credo che questi personaggi siano più forti quando li vediamo fare qualcosa di grande per poi sparire dalla scena, lasciandoci con la voglia di saperne di più. Bisognerebbe imparare a conoscerli un pò per volta. Ogni nuovo scrittore o artista dovrebbe cercare di aggiungergli qualcosa di diverso, qualcosa di personale... E ci dovrebbe essere più spazio per farlo con qualsiasi buon personaggio.
Hai in programma di ristudiare alcuni di questi personaggi nel futuro immediato, o sei felice di lasciarli così come sono per il momento?
Non lo so... Il professor Pyg molto probabilmente tornerà, solo perché non vedo l'ora di scriverlo di nuovo.
Ci sono un sacco di loschi individui in dirittura d'arrivo, quindi rivedremo il Joker, il Dottor Hurt ed altri personaggi già visti in Batman R.I.P. ...
Stiamo rivisitando il tutto in modo diverso, alla maniera di "Batman e Robin".
Karl Marx disse che la storia si ripete prima in tragedia, poi in farsa. [ride]
Questa è la filosofia che ispira l'arco finale di Batman e Robin Devono Morire!.
Oberon Sexton è stata una delle new entry più intriganti. Sappiamo che è un autore mascherato e un detective dilettante, sappiamo che sta girando il mondo alla ricerca di un serial killer. Che altro ci puoi dire su questo personaggio? In considerazione di ciò di cui siamo a conoscenza (ovvero che si trova a Londra, che è stato recentemente in contatto con il Dr. Hurt, e che Knight e Squire prenderanno parte al prossimo story-arc), possiamo confermare che sarà uno dei protagonsti di Blackest Knight?
In realtà non è molto legato a Blackest Knight, ma avrà un ruolo davvero importante in Batman contro Robin, il prossimo arc disegnato da Andy Clarke dal numer 10 al 12. E' qualcosa che ha a che fare con Il Ritorno di Bruce Wayne, ma è tutto ciò che posso dire per adesso... Credo che i fan si divertiranno molto nell’ipotizzare a cosa miri. E' una parte del grande mistero che avvolge questa run.
Parlando di misteri, in particolare quelli legati al domino e all'enigmatico "El Penitente"... Saranno questi gli elementi di punta in Blackest Knight, o continueranno a rimanere in secondo piano per tutta la serie?
Proseguiranno dritti dritti fino a Batman e Robin Devono Morire!, dove tutti i tasselli saranno finalmente incastonati. Ogni anno di Batman e Robin è paragonabile alla struttura della stagione di una serie televisiva, dove tieni allacciate alcune sottotrame attraverso una manciata di episodi autoconclusivi, che portano ad un crescendo fino allo scioglimento di tutti in nodi nel finale.
Nella tua intervista a USA Today, hai lasciato intendere che Batman e Robin proseguirà ancora, durante tutto l'arco riguardante il ritorno in scena di Bruce Wayne. Dal numero tredici in poi, la serie è mutata?
Già! Abbiamo iniziato con tredici numeri, e siamo finiti col farne sedici per la "prima stagione"... Dopodichè si parte con la seconda.
Tutto cambierà quando Bruce sarà tornato. Introdurremo nella serie dinamiche differenti. Come ho già detto, stavo per lasciare dopo il numero tredici, ma poi mi è venuta in mente un'idea che sembrava divertente... Così l'universo di Batman muterà in maniera drammatica ancora una volta dopo il sedicesimo numero. Ma non voglio dire di più, potrei rovinare tutto.
La questione più importante di questa storia, sembra essere il coinvolgimento delle spoglie di Bruce Wayne... In Blackest Night, Black Hand è in giro col teschio e le ossa di Bruce (che pare si sia anche "rianimato" nel quinto numero dell'evento). Ma la conclusione de La Vendetta di Red Hood ha messo in luce il fatto che Dick Grayson conservi un secondo corpo nella Bat-caverna. Qual'è esattamente il rapporto tra la timeline di Blackest Night e quella di Batman e Robin, e qual'è la natura dei due corpi visti in quelle storie?
Dick Grayson ha recuperato i resti di Bruce, questo è quanto. C'è un solo corpo, lo stesso che Superman portava in braccio sul finale di Crisi Finale, lo stesso che avete visto in Blackest Night. Di chi è questo corpo? Per saperlo, leggete i prossimi numeri.
Per quanto mi riguarda, Batman e Robin avviene poco dopo la conclusione di Blackest Night, quando i resti sono stati recuperati da Dick Grayson, che rimette tutto in ordine.
Tu che sei abituato a proporre sempre grandi titoli e contenuti per le tue storie... Come descriveresti Blackest Knight?
Come un grande team-up, suppongo. E' il mio tie-in a Blackest Night. Anche se stavo cercando di trarre ispirazione dall'atmosfera di Blackest Night più come evento che come crossover. E' una sorta di mini-evento ambientato nell'universo di Batman. Così abbiamo Batwoman come guest star, insieme a Squire e Knight, Batman e Robin. Batman contro Batman, Batwoman contro Batwoman... E' tutto quello che succede dopo aver immerso il cadavere di Batman in un Pozzo di Lazzaro trovato in Inghilterra. In più, vedremo un gruppo di nuovi villain inglesi mai visti prima, tutti con i loro ridicoli dialetti regionali.
Cosa ne pensi di Batwoman? Qual'è stato il tuo approccio su questo personaggio?
Adoro quello che Greg [Rucka] sta facendo col personaggio su Detective Comics. Non è stato difficile entrare in quest'amalgama. Ma, come gli ho detto, io sto scrivendo la versione acida di Batwoman [ride].
Mi auguro comunque che i fan ritrovino nel personaggio un sacco elementi familiari. Ho provato a rimanergli il più fedele possibile, a seconda delle mia capacità e del mio stile.
I primi sei numeri hanno esplorato i nuovi Batman e Robin, un "dinamico duo" completamente agli antipodi rispetto al passato, per quanto concerne le caratterizzazioni dei protagonisti. Che cosa c'è in serbo per loro relazione nelle prossime storie?
Credo che gli sviluppi che abbiamo in serbo per loro nei prossimi mesi siano elettrizzanti, e si spera riescano a sorprendere i lettori. In particolare con Damian, la cui sua storia e i continui colpi di scena lo costringono in una situazione difficile. Come ho detto, sta imparando cosa voglia dire essere un eroe nel mondo di Batman. Non è come esserlo nel mondo di Superman - è sporco, buio e hai bisogno di inquadrare la realtà in modo diverso.
Anche Dick ha i suoi problemi da affrontare: l'idea che Bruce possa tornare da un momento all'altro crea sempre più attriti tra lui e Damian, che attualmente sembra esser diventato alla sua altezza e che, sotto tutti i punti di vista, prende il suo ruolo molto seriamente. Buona parte di questo tema sarà affrontato in Batman contro Robin, che, tra le altre cose, vedrà il ritorno in scena di uno dei più antichi e letali nemici di Dick Grayson. E' molto eccitante lavorare sulle dinamiche del loro rapporto.
E' stato divertente osservare la reazione di Gordon per il nuovo duo, ma soprattutto è stato interessante vederlo sospettare della loro identità... Continuerà a maturare i suoi sospetti?
Oh, si. C’è una gran scena col vecchio commissario nel Bat-bunker, in arrivo prossimamente, che mostrerà quanto in realtà Gordon sappia o sospetti... Ma, personalmente, lo preferisco quando arriva e arresta i criminali. Questo è ciò che dovrebbe fare Gordon, esser sempre presente per tirare le somme alla fine della storia.
Al contrario di Alfred, che è una parte davvero intrinseca nella dinamica di questo duo: lo vedremo sempre più presente, perché è lui che, nel bene o nel male, tiene le fila del rapporto tra Dick e Damian (benchè questi stiano per giungere finalmente ad un compromesso).
Passiamo ora al ritorno di Bruce Wayne. Prima di tutto mi piacerebbe parlare del tuo tipo di approccio alla mitologia batmaniana, soprattutto in relazione a questa saga. Con il tuo lavoro su All Star Superman e Crisi Finale, nell'esaminare la figura dell'Uomo d'Acciaio, hai affrontato ed analizzato l'idea del superuomo, un ubermensch - una sortà di "fanta-Gesù", per usare le tue parole... Con il tuo lavoro su R.I.P., hai mostrato un Batman perfetto, ai limiti del suo potenziale. L'Uomo Pipistrello e L'Uomo d'Acciaio sembrano essere due facce della stessa medaglia - luce e oscurità, mente e corpo, uomo e Dio. Sembra che anche stavolta esplorerai il miticismo del supereroe, anche se forse in maniera diversa. Sono questi gli imput con cui affronterai il personaggio?
La saga è incentrata su chi sia davvero Batman, sul suo concetto di figura astratta, sul come l'idea di Cavaliere Oscuro si esprima in tempi e luoghi diversi, in modi con cui non ha mai avuto a che fare prima. Quando la storia ha inizio, Bruce non ha memoria. Cercheremo di inserirlo in un contesto feroce, dove affronterà situazioni davvero difficili. Lui non sa chi sia, ma in qualche modo sa che deve sopravvivere. Quindi lo vedremo combattere, lo vedremo rispondere a queste situazioni che man mano gli si presenteranno davanti. La storia è una specie di viaggio, un'agognata ricerca verso la strada di casa. Ci mostra come, nonostante le condizioni e le circostanze, i suoi allenamenti passati e la sua indole non lo abbiano abbandonato.
Quindi sì, suppongo che si tratti soprattutto di un'analisi del superuomo... Perché Batman è sovrumano ed ha tutte le sfaccettature che lo rendono tale, parti della sua essenza che si uniscono per costruire quest'incredibile personaggio. Sfrutteremo periodi di tempo diversi per personificare le diverse sfumature che lo compongono. Lo vedremo imparare a diventare nuovamente un detective, lo osserveremo nel trasformarsi ancora una volta in un combattente selvaggio, per tornare infine ad essere una figura oscura e vendicatrice.
Quando ho cominciato a scrivere Batman, mi sono subito interessato alle aree del personaggio che per molti anni sono rimaste nel dimenticatoio... Quelle strane storie anni Cinquanta, materiale ormai cacellato dalla timeline di Batman. Nessuno poteva trovare un modo per giustificare la loro esistenza. Sai, io sono cresciuto con Neal Adams e Il Ritorno Del Cavaliere Oscuro, odiavo quel genere di storie. Ma negli ultimi tempi, queste sono diventate per me una vera fonte d'ispirazione, mi hanno insegnato nuovi modi di vedere Batman.
Quindi, studiando quella roba, continuavo a pensare che ci fosse qualcosa di assolutamente suggestivo nell'idea di un Batman "uomo delle caverne". Le storie dei viaggi nel tempo del Professor Nicholls... Continuavo a pensare che potesse esser qualcosa di fattibile, soprattutto se raccontato nel modo giusto, in maniera credibile e moderna. Pensavo che sarebbe stato possibile davvero costruire una nuova, grande storia. Occuparmi della gestione di tutti questi diversi Batman e renderli verosimili ed affascinanti, è stata la parte più divertente per me. Come il Batman Cowboy che fa il verso a Clint Eastwood ne "Lo Straniero Senza Nome", assieme ad una partecipazione speciale di Jonah Hex. [ride] E' semplicemente grandioso!
Detto ciò, il mio approccio al personaggio è una risposta logica ad alcune premesse: quando mi hanno incaricato di scrivere la testata principale di Batman, mi hanno detto che quella serie era improntata perlopiù sull'aspetto "supereroistico" del personaggio, contrariamente a Detective Comics dove venivano scritte perlopiù delle crime-story. Fin dall'inizio ho cercato di vedere Batman come un personaggio che vive nell'Universo DC, anzichè limitarmi ad intepretarlo come una versione "filmica" di vigilante solitario e oscuro... Quindi, molte delle decisioni che abbiamo preso lo hanno portato in una direzione decisamente più stravagante.
La tua run su Batman è stata un continuo tentativo d'integrare gli elementi più strani e bizzarri che si sono visti nella lunga carriera editoriale dell'Uomo Pipistrello, quegli stessi elementi che lettori e scrittori hanno messo in disparte per così tanto tempo. Si tratta per caso di un'altra mossa cosciente per vedere quanto si può schiacciare il pedale, prima di incontrare qualche ostacolo con i fans?
No, non del tutto. Amo Batman e spero di non spingerlo mai troppo verso qualcosa che possa daneggiare il personaggio o disturbare i lettori... Cerco sempre di misurarmi entro parametri "di successo" già stabiliti in precedenza, dando al contempo un senso di aggiornamento e modernizzazione al tutto. Non voglio alienare nessun fan di Batman, ne cercherei mai di farlo.
Come descriveresti il tono de Il Ritorno di Bruce Wayne? Stai cercando di muoverti secondo un tracciato lineare?
Si, è diretto ed è legato alla realtà, ma allo stesso tempo anche un pò pulp. L’avventura puritana vede la presenza di streghe, cacciatori di streghe e cose così... Ognuna di esse ha un tono diverso e può essere letta completamente a sé stante, e contemporaneamente in ognuna avviene qualcosa di significativo per lo sviluppo concettuale di Batman.
Ci sarà un parallelismo tra questo viaggio di riscoperta e quello che Batman ha affrontato in 52, prima di tornare nuovamente in Un Anno Dopo?
Tutto questo avrà un risvolto importante alla fine della saga. Ma come ho detto, sto provando a fare qualcosa di diverso. Questo è il culmine dei viaggi e degli eventi che ha affrontato in 52 e RIP. Dopo quest'ultimo, non sarà mai più lo stesso uomo di prima.
Dai bozzetti di Andy Kubert, vediamo Bruce indossare diverse versioni del Bat-costume a seconda dell'epoca in cui si trova. Dato che, come da te riferito, non avrà memoria quando la storia avrà inizio, vedremo cos'è che lo spinge a indossare la suo divisa?
Qualcosa del genere, ma è più complicato. L'episodio del Batman "cavernicolo" è davvero semplice, perché, oltre all'azione predominante, mostra la rinascita dei tratti leggendari che lo rendono un eroe. Lo vedremo battersi contro Vandal Savage in una specie di selvaggia e brutale apocalisse nel paleolitico. Quindi si potrebbe dire tranquillamente che la prima è un'intensa storia d'azione e nulla più.
Il secondo, l'episodio puritano, è più complicato, e non implica necessariamente la vittoria finale del nostro eroe.
Difatti, gli eventi gli si ritorceranno contro in maniera drammatica. E' una sorta di racconto horror, stile Solomon Kane... E' incentrato sulla costruzione del mito dell'Uomo Pipistrello negli angoli oscuri e luminosi della sua psiche. Batman è interessante perché vive in un mondo di ombre ed ambiguità morale. Quindi il tutto sarà una sorta di reinizziazione.
Puoi rivelarci gli pseudonimi che Bruce adotterà a seconda dell'epoca in cui si trova?
Caveman (Uomo delle caverne), Witch Hunter (Cacciatore di streghe), Pirate (Pirata), Cowboy, Hardboiled P.I. (Investigatore Privato) e Dark Knight (Cavaliere Oscuro).
Parlaci un pò del ruolo che i viaggi nel tempo giocheranno in questa saga. Molti racconti analoghi affrontano il paradosso derivante dalla teoria del caos ("The Butterfly Effect", La Teoria della Farfalla)...
Francamente, non ha senso [ride]. Molta gente non capisce i viaggi nel tempo e li rende più complessi di quanto non siano. Non ci sono paradossi. Se vai indietro nel tempo e fai qualcosa, tutto quello che accade è già successo in passato, e contribuisce in qualche modo al mondo in cui hai già vissuto prima di diventare un viaggiatore del tempo. La gente si chiede sempre cosa accadrebbe se si tornasse indietro nel tempo e sparasse al proprio nonno... Ma, per prima cosa, chi diavolo farebbe mai una cosa del genere? [ride] Ovviamente il nonno non può esser morto, altrimenti non si potrebbe essere vivi per sparargli. Accadrebbe sicuramente qualcosa per impedire di sparargli, in quanto la propria esistenza è la prova che il nonno non è mai morto.
Stiamo costruendo una sorta di viaggio temporale quantopiù vicino alla realtà. Quindi se Bruce torna indietro nel tempo e disegna un pipistrello sulla parete di una caverna, quel disegno rimarrà li anche seimila anni dopo. Se lascia un messaggio per se stesso in un libro, questo messaggio resterà ripiegato in quel libro per altri cinquecento anni. E' impiantato nel tempo, è incorporato nella storia.
In parole povere, stai dicendo che le azioni compiute da Bruce nelle varie epoche passate, siano in realtà state lì da sempre, e che quindi non creano dei paradossi temporali?
Sono sempre state lì, ma si potrebbe iniziare a vedere la cosa attraverso una prospettiva diversa. Lui non può cambiare lo stato delle cose che sono già accadute, ma potrebbe rivelarsi egli stesso la causa scatenante di alcuni eventi che abbiamo già letto.
Abbiamo visto Batman combattere contro il Diavolo, la follia e la morte, e adesso si trova ad affrontare il passato. Più di qualsiasi altro scrittore, sembra quasi che tu voglia affrontare il mito anzichè l'uomo, benchè la componente umana svolga un ruolo importantissimo nei tuoi lavori.
Una delle cose che ho cercato di fare è mettere Bruce in primo piano. Perchè sostanzialmente è tutto legato a lui, al suo regime di allenamento, alla meditazione, alla dedizione nella lotta contro il crimine e a quanto sia brillante e piena di risorse la sua persona. R.I.P. era tutta incentrata su Bruce. Ho sempre creduto che lui e Batman siano esattamente la stessa persona. Uomo e mito sono una cosa sola, non esistono differenze palpabili tra questa scissione.
Riguardo il primo numero, hai parlato di Vandal Savage. Quanto di questa saga riguarderà il percorso storico dell'universo DC?
Vedrete molte cose, come la crescita di Gotham, i legami di sangue di alcuni personaggi e altro. Ci sono ospiti speciali del DCU in quasi tutte le storie, il primo è Vandal Savage, seguito dalla famiglia di Anthro. Poi Black Pirate, Jonah Hex...
Precendentemente hai detto che avremo finalmente visto un collegamento tra la serie di Batman e Robin e Il Ritorno di Bruce Wayne. Precisamente, quando avverrà?
Nell’arc disegnato da Andy Clarke, Batman contro Robin. Faremo una specie di ricerca sugli indizi, roba tipo Dan Brown a Villa Wayne, indizi lasciati da Bruce nel passato. Il tutto ricostruito da Andy e dalla sua arte meticolosa.
Quindi, una volta messi insieme tutti i pezzi, sarai pronto a chiudere la storia finale del Batman che hai elaborato?
Beh, ci avevo pensato che sarebbe stato, ma poi è saltata fuori questa nuova idea. Probabilmente ci saranno almeno un altro anno di storie dopo queste. Voglio vedere quanto altro tempo ancora posso cambiare le cose senza comprometterle. [ride]
Un'ultima domanda: rivedremo Frank Quitely all'opera sui disegni di Batman e Robin?
Certamente. Ha avuto seri problemi di schiena negli ultimi sei mesi, non ha fatto altro che covers. Parliamo regolarmente e mi ha assicurato che tornerà presto, fiduciosamente in tempo per il numero 16.
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